RECENSIONI



LA PITTURA DI ROSALBA BUSANI

Un torrido pomeriggio di maggio, dopo aver visitato la sua "officina", sono salito in auto, ho inserito un CD con un bellissimo jazz di un tristissimo Chet Baker e guidando ho pensato: "ma allora non è vero che i pittori e gli scrittori sono solo dei fottuti depressi, lei no, che strano."
Mi è rimasta negli occhi la sua ammirevole solarità di donna felice, che si contrappone con discontinuità a quel velo di malinconia che ammanta alcune sue tele.
Lo sguardo serio di "Toscanini" accanto al suo violino, quello cupo di "Giuseppe Verdi" o l'espressione rassegnata di "Giovanni Guareschi" non esprimono certo felicità, così come "l'adolescente" rappresentata bella e con la lunga chioma, ma inquieta, come inquieta è quella parentesi della giovinezza, che non è più la mia amata puerizia, è il nostro tempo più ansioso, dove ogni giorno sboccia un nuovo turbamento. La "vecchia bicicletta", il dolcissimo familiare e amato ciabattino (che tanto mi ricorda quell'etica del lavoro che non esiste più), sono tele che fanno riflettere.
E mentre Chet Baker soffia il suo stanco jazz, mi sfilano innanzi agli occhi le immagini dei quadri come flash, in ordine sparso, alcune più volte, come tante fotografie gettate sopra un tavolo, una più bella dell'altra. Forse la solarità, così rara e preziosa di Rosalba Busani vuole irradiare le coscienze, la sua gioia di vivere e di lavorare nasce dalla saggezza di chi ha viaggiato e vissuto, di chi sa assaporare la vita nelle sue sfumature migliori, proprio con la consapevolezza che anche gli sconforti e le angosce aiutano a raggiungere la felicità, quella vera e ambita, quella che non finisce mai.
Guardate il "pinocchio", i cui movimenti svaniscono come favole sussurrate di sera, con la loro facile tristezza, così simile a quella dei clow. Oppure osservate quello stretto viale di "campagna innevato" e ingentilito dai miti colori dell'inverno; i sentieri di campagna che la nostra fantasia ci lascia liberi di immaginare e sognare dove finiscono. Significativo "l'uomo che bacia la pancia gravida", così mi piace intitolare il gesto che purtroppo non tutti i padri hanno compiuto, vissuto, ricordato e amato con gli umidi occhi chiusi. "L'immensa vallata dagl'infiniti papaveri" chiude la mia fantasiosa visione immagini, inebriando l'animo con un variopinto desiderio di libertà. Questa è la pittura di Rosalba, sensazioni che ondeggiano teneramente incerte dall'alba al tramonto della nostra vita, dall'acerba infanzia all'ineluttabile vecchiezza, attraverso l'eterna musica e la parola scritta, i verdicanti prati e l'immacolata neve.

Marco Chierici (scrittore)



"Esperta di copie di opere celebri, questo magistero tecnico le è servito per affinare uno stile che potrebbe accostarsi all'iper-realismo. Gli interessi della Busani vanno oltre, verso una ricerca del particolare da isolare dal contesto abituale per conferirgli al di fuori della realtà, caratteristiche più spirituali che concrete.
Così, anche il paesaggio, sempre intenso e vibrante, diviene la ricerca magari di una foglia o di un oggetto qualunque che rappresenti il tutto"
(Tiziano Marcheselli -Gazzetta di Parma 27/11/2001)

 

 

 

 

 

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